Cambiamenti climatici e sopravvivenza degli animali: a rischio lo stambecco alpino

Cambiamenti climatici e sopravvivenza degli animali: a rischio lo stambecco alpino

Una delle conseguenze più gravi dei cambiamenti climatici in atto negli ultimi periodi è l’innalzamento delle temperature. Questo fa sì che i ghiacciai si sciolgano e che i mari si innalzino, compromettendo non solo le normali attività umane ma anche la vita degli animali, tra cui quella dello stambecco alpino.

Stando a quanto stimato dall’ONU sono circa un milione le specie animali, ma anche le piante, che rischiano l’estinzione da qui ai prossimi decenni. Si tratta di un dato che dovrebbe allarmare non poco, perché mai prima d’ora era stato dichiarato in pericolo un numero così alto di animali e di piante.

Le condizioni climatiche cambiano e peggiorano di giorno in giorno ed è per questo motivo che animali e piante cercano di sopravvivere e di adattarsi, ma in alcuni casi tutto questo è impossibile.

Per questo motivo, gli orsi polari stanno cercando nuovi territori in cui andare e molti uccelli non depongono più le uova entro i tempi previsti. Tutto questo comporta dei cambiamenti importanti non solo per le specie interessate, ma per tutto l’ecosistema che naturalmente è a rischio.

La storia dello stambecco alpino

Tra le specie animali più colpite dal riscaldamento globale c’è lo stambecco alpino. Questa è una specie a rischio a causa del progressivo scioglimento dei ghiacciai dell’arco alpino. Stando a quanto riportato da una recente ricerca portata avanti da un team di esperti dell’Università di Sassari, questa specie mostra sempre più segni di cedimento, non riuscendo a sostenere quello che è l’impatto deleterio del cambiamento del clima nella zona alpina.

Le temperature, specialmente nel periodo estivo, si fanno sempre più torride e, pertanto, c’è chi parla di rischio estinzione. Un pericolo che non corre solo lo stambecco, ma anche altre specie animali e vegetali che vivono proprio nelle zone montane.

Al momento, gli animali sono alla ricerca di nuove terre in cui migrare, così da riuscire a trovare nuovamente degli ambienti consoni alla loro sopravvivenza. Si tratta, però, di un’impresa non di certo semplice da portare a compimento e che non tutti sono in grado di sostenere.

Purtroppo, più saliranno verso le cime per cercare delle temperature più adeguate e meno avranno la possibilità di reperire cibo. Questo potrebbe significare, come detto, la fine della specie. Non solo. Tra non molto saranno anche altre le specie che si troveranno ad andare alla ricerca di temperature meno torride e lo spazio inizierà a scarseggiare. 

Dagli anni ‘90 ad oggi, si stima che la popolazione di stambecchi che popolano le Alpi è stata letteralmente dimezzata. In particolare è stato preso in esame il Parco del Gran Paradiso e i dati sono decisamente allarmanti.

Lo stambecco alpino ha bisogno di temperature adeguate per la sua sopravvivenza. Si parla di un clima che deve essere rigido, molto freddo. Per questo motivo, nel corso del tempo, questi animali hanno iniziato a spostarsi per far fronte allo scioglimento delle nevi che, ogni anno, avviene sempre prima.

Non solo: dato che l’estate arriva prima, l’erba invecchia prima ed è povera di proteine. Il latte materno, quindi, risulta meno ricco e meno adatto alla sopravvivenza dei nuovi nati.

Se le temperature e le condizioni climatiche rimarranno tali, si considera che lo stambecco alpino scomparirà entro il 2100.

Si tratta di un dato che dovrebbe far riflettere perché, come detto, non si parla solo dello stambecco, bensì di tante, tantissime altre specie la cui sopravvivenza è a rischio a causa del riscaldamento globale e di tutto quello che quest’ultimo comporta.

Naturalmente non significa che tutte le specie a rischio estinzione scompariranno effettivamente. Se verranno presi provvedimenti in merito e se queste sapranno adattarsi a dei nuovi habitat, potrebbero esserci delle possibilità di sopravvivenza.